Fecondazione Assistita

Archivio di: July 2013

 

Spagna e Argentina in direzioni opposte

Proprio mentre la Presidente dell’Argentina Cristina Fernández de Kirchner annuncia l’accesso alla procreazione assistita a tutte le persone, senza discriminazione o esclusione in base all’orientamento sessuale o allo stato civile di chi lo richiede, in Spagna il governo conservatore di Rajoy prova ad andare nel senso opposto: con la scusa dei problemi di bilancio, vorrebbero togliere alle coppie “non tradizionali” la possibilità di accedere ai trattamenti pagati dalla sanità pubblica per la fecondazione assistita.

Contrari, ovviamente, il Partito Socialista (PSOE) e l’associazione delle aspirtanti madri single, che denuncia la discriminazione e fa notare che spendere 1500 Euro a tentativo con l’inseminazione artificiale o dai 4 ai 6 mila per una FIVET non è certo alla portata di tutti: se il problema è limitare la fecondazione assistita per mancanza di fondi, come dice il ministro, la selezione dovrebbe basarsi sul reddito o su altri requisiti, non certo sul tipo di famiglia che vuole accedere al trattamento.

Non cambia nulla, ovviamente, per le italiane che decidono di recarsi in Spagna, visto che in quel caso i costi sono a carico loro, che siano single, coppie omo o coppie etero non cambia nulla.

 

Premiato uno studio italiano sugli embrioni

A Londra, durante il congresso della Società Europea di Medicina della Riproduzione, è stato premiato uno studio condotto da Antonio Capalbo, genetista, Laura Rienzi, direttore dei laboratori di embriologia, e Filippo Maria Ubaldi, responsabile del Centro di Medicina della Riproduzione Genetica della Clinica Valle Giulia di Roma.

L’équipe romana è stata premiata per essere riuscita ad individuare i microRna, molecole che vengono rilasciate nell’ambiente circostante dagli embrioni umani. I ricercatori hanno scoperto che basta analizzare il terreno di coltura delle cellule in cui si sviluppano gli embrioni ottenuti in vitro per capire la qualità degli embrioni. Bravi!

 

Diritto alla diagnosi pre-impianto nelle strutture pubbliche

Il Microcitemico di Cagliari è il primo ospedale pubblico in cui si può fare la diagnosi pre-impianto affidandosi a un laboratorio privato, in questo caso il Genoma di Roma, perché

«la Asl, qualora impossibilitata a eseguire in forma diretta la diagnosi pre-impianto deve garantire l’erogazione della prestazione mediante il ricorso ad altre strutture sanitarie».

Da oggi, quindi, non ci sono più scuse: la diagnosi pre-impianto è un diritto.

 

Renzi: la Fecondazione Assistita non è peccato

Povera Italia, un Paese fermo agli anni ’50 e in cui un politico di “sinistra” (o sedicente tale) parla di cosa è peccato e cosa non è peccato… Io preferivo Don Camillo e Peppone a Renzi.

 

Incontro sulla Fecondazione Assistita a Caserta

Domani, martedì 16 luglio, alle 17.30 il dottor Raffaele Ferraro e la sua équipe di specialisti vi aspettano presso il Centro Genesis di Caserta per un incontro di un’ora il cui scopo è informare, orientare e preparare, anche psicologicamente, chi ha scoperto di avere un problema di sterilità e sta pensando di ricorrere a tecniche di Fecondazione Assistita.

 

Fecondazione Assistita Low-cost

Leggo su Galileo che arriva degli Stati Uniti una nuova e interessante tecnica di fecondazione in vitro low-cost che ha percentuali di successo paragonabili a quelle convenzionali ma è molto più economica. La nuova tecnica si basa sull’uso di un sistema semplificato per la coltura degli embrioni, che elimina la necessità di incubatori complessi e costosi per mantenere gli ovociti da fecondare in condizioni ottimali per lo sviluppo embrionale.

I risultati sembrano molto interessanti: il 65,7% delle pazienti è riuscita a produrre embrioni di buona qualità con il metodo di coltura semplificato, percentuali identiche a quelle del metodo tradizionale. In un caso su tre, l’impianto dell’embrione in utero procedeva bene, e poi nel 30% dei casi si arrivava poi a una gravidanza. Con questa tecnica sono finora nati 12 bambini. I costi di questo nuovo metodo potrebbero essere inferiori dell’80-90%.

 

Next Generation Sequencing e Diagnosi Preimpianto

E’ un bimbo il primo nato dopo essere stato sottoposto a una nuova tecnica di diagnosi preimpianto, che ha consentito di analizzare ‘a tappeto’ tutto il suo Dna.

Il gruppo di ricerca di Dagan Wells, ricercatore presso l’Università di Oxford e uno dei pionieri della diagnosi preimpianto, è riuscito grazie alla tecnica chiamata Next Generation Sequencing (NGS) a ottenere in sole 16 ore un quadro completo di tutte le anomalie genetiche dell’embrione, senza dover così neppure ricorrere al congelamento dell’embrione nell’attesa dei risultati.

 

Presto OK in UK a un donatore esterno

Come già avevamo scritto un anno fa, presto in UK potrebbero nascere bimbi (sani) grazie alla fecondazione assistita usando il materiale genetico di due persone, un uomo e una donna, che saranno i genitori del bambino a tutti gli effetti, e di un terzo donatore, donna, il cui ovulo ovulo servirà per “ripulire” gli errori cellulari del primo nel caso in cui si ritenga che vi siano alte probabilità che porti nei mitocondri delle informazioni genetiche malate.

La metodologia è stata messa a punto da un team di ricercatori dell’Università di Bristol, e nell’attesa del parere positivo definitivo del Parlamento, ha già ricevuto tanto l’ok del comitato etico britannico, quanto parere positivo dell’opinione pubblica, che si è dichiarata in maggioranza favorevole attraverso un sondaggio. Una volta approvata, la fecondazione assistita con tre genitori eviterà a un bambino ogni 6500 nati di dover vivere una vita con gravi malattie genetiche, che vanno da problemi cardiaci e cerebrali, alla distrofia muscolare.

Vale la pena precisare, come hanno già fatto i difensori di questa tecnica, che il bambino nato sarebbe portatore del patrimonio genetico dei suoi genitori, con la sola eccezione del DNA mitocondriale dalla madre, sostituito da quello di una donatrice solo allo scopo di evitare possibili gravi malattie. Il bambino sarebbe in sostanza il “frutto” dei due genitori, poiché le caratteristiche umane sono codificate nel DNA del nucleo della cellula, non nel DNA mitocondriale. Quest’ultimo costituisce meno dell’1% del totale del DNA in una cellula umana.

In Italia nulla di simile sarà consentito, a meno di cambi profondi alla Legge 40.