Fecondazione Assistita

Archivio di: August 2008

 

Altro che “sano laicismo”

Il laicismo in Europa è tutto sano, e parlare di una supposta equidistanza fra fondamentalismi religiosi e fondamentalismi laici come fa ad esempio Ratzinger è solamente una presa in giro.

Come dice Paolo Bonetti nel saggio Laicismo e falsa equidistanza

Esempi di fondamentalismo religioso se ne possono trovare molti non solo in America ma anche in Europa, mentre non riusciamo a trovare un solo caso di fondamentalismo laicista nelle società europee del nostro tempo, a meno che non s’intenda per laicismo la giusta pretesa degli Stati di far rispettare a tutti, credenti e non credenti, la legge comune che assicura parità di diritti e la possibilità, per gli individui, di sottrarsi alle costrizioni delle loro comunità di appartenenza. In questo caso siamo ben orgogliosi di dichiararci laicisti non pentiti. Venendo in particolare alla situazione italiana, tutte le volte che si discute di questioni bioetiche (dall’aborto in casi ben determinati alla procreazione assistita, dal riconoscimento giuridico delle coppie di fatto al testamento biologico e alla libertà della ricerca scientifica) quando mai i laicisti italiani hanno preteso che i cattolici vivessero contro la loro coscienza o fosse ad essi impedito di fare opera di proselitismo con tutti i mezzi di cui dispongono? Lo stesso non si può certo affermare della Chiesa cattolica, che non solo contrasta, come è suo diritto, le scelte morali diverse dalle sue, ma nega ad esse ogni dignità e, di conseguenza, ogni riconoscimento giuridico.

 

La “questione laica” in Italia

Se non vi è (ancora) una questione laica in Italia, beh, sarebbe il caso di organizzarsi, perchè la situazione è grave. Intralci all’aborto e falsi obiettori, pillola RU 486, pillola del giorno dopo, unioni civili, fecondazione assistita, divorzi più semplici, eutanasia, testamento biologico, accanimento terapeutico…Questo deficit di laicità non causa forse un equivalente deficit di libertà per i cittadini, decurtati nelle scelte di vita rispetto a quelli degli altri Stati europei?

 

Troppo vecchia, niente fecondazione

Serena, 41 anni, e il suo compagno, di 33 anni, dopo 2 anni di tentativi senza risultati sono stati spinti dal centro di fisiopatologia della riproduzione dell’Ospedale San Martino di Genova verso le case di cura private: “Siamo stati trattati come numeri – denunciano ora – siamo stati scaricati solo perché il nostro caso sarebbe stato negativo per le loro statistiche”.

Cosa è successo? Ed è legale tutto ciò? La Legge 40 sulla procreazione assistita non dice esplicitamente fino a che età una donna deve essere aiutata dal servizio sanitario pubblico a coronare il suo sogno di una maternità. Parimenti, la Regione Liguria non ha ancora regolamentato questa cosa. E quindi?

Serena è andata avanti, e dopo il no del San Martino si è rivolta a Novi, dove si è trovata bene e dove sta per cominciare un ciclo di trattamento. A lei va il nostro in bocca al lupo! “Non capisco perché se la legge non pone un limite di età, sia l’ospedale a farlo arbitrariamente”, prosegue nella sua denuncia.