Fecondazione Assistita

Crioconservazione degli Embrioni

La crioconservazione degli embrioni avviene con tecniche simili a quelle usate per congelare gli spermatozoi ma con finalità differenti: in questo caso, il motivo fondamentale per cui – nei Paesi civili – si congelano gli embrioni è di evitare alle donne di ripetere la complessa trafila medico-chirurgica che porta a creare gli embrioni stessi: se nell’ambito di un ciclo di FIVET si producono più embrioni di quanti possano essere trasferiti in quel ciclo, gli embrioni eccedenti vengono congelati in modo da conservarli e da poterli, se necessario, eventualmente trasferire nell’utero in cicli successivi.

Ovviamente, anche gli embrioni possono essere danneggiati dalla crionconservazione: si calcola che sopravviva allo scongelamento il 70% degli embrioni (contro al massimo il 50% degli spermatozoi). Come per gli spermatozoi, i dati indicano che gli embrioni sopravvissuti allo scongelamento sono altrettanto sani di quelli “freschi” e che non c’è aumento di aborti e di malformazioni fetali nelle gravidanze ottenute da embrioni congelati.

In Italia, purtroppo, la famigerata Legge 40 vieta la crioconservazione degli embrioni (art.14.1) perchè, parrebbe di capire, le uova (gli ovociti) fecondati sono già dei piccoli bambini (…) e non si possono mettere nel freezer, col risultato che una donna che non riesce a rimanere incinta al primo tentativo non può eventalmente scongelare gli embrioni non impiantati e sottoposti a crioconservazione per un secondo tentativo ma deve fare un nuovo ciclo di FIVET, con tutti i costi, gli aggravi e i possibili problemi di salute connessi.