Fecondazione Assistita

Diagnosi Pre-impianto: si cambia?

Coppia affetta da grave malattia ereditaria come la fibrosi cistica, per di più già trasmessa a un primo figlio, vorrebbe effettuare una diagnosi pre-impianto per essere sicuri di non aver trasmesso la malattia all’embrione. Niente, non si può: secondo la Legge 40 del 2004 vige il divieto di accesso alla procreazione assistita per le coppie che non sono sterili (art. 4).

Non si danno per vinti. Ricorrono alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo, e questa dà loro ragione: non ha senso vietare la fecondazione assistita a una coppia che, anche se non sterile, metterà al mondo figli con una grave malattia. Vanno all’ASL, chiedono di fare la fecondazione assistita, l’ASL si rifiuta. Denunciano l’ASL, e vincono.

Questa volta forse le cose cambieranno davvero: ormai è stato riconosciuto che fare la diagnosi pre-impianto ha senso in ogni caso in cui sia volta a finalità terapeutiche e diagnostiche utili alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione, mentre rimane ovviamente e giustamente vietata a scopo eugenetico: no se lo scopo è avere un figlio biondo o con gli occhi azzurri oppure un maschio piuttosto che una femmina.

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