Fecondazione Assistita

Incostituzionale la Legge 40 del 2004?

Il Tribunale di Firenze ha rinviato alla Consulta la Legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita per presunta incostituzionalità a seguito della denuncia di una coppia che, portatrice di una patologia genetica, dopo aver scoperto grazie alla diagnosi preimpianto che gli embrioni ottenuti tramite fecondazione assistita erano inidonei all’impianto, ha chiesto di non impiantarli e di destinarli alla ricerca scientifica. Richieste di buonsenso, ma in conflitto con due divieti assurdi contenuti nella Legge 40: quello di revocare il consenso, che implicherebbe l’assurdo trasferimento in utero anche di embrioni inidonei o probabili portatori di patologie, e quello di destinare alla ricerca scientifica gli embrioni non utilizzati.

Secondo i giudici di Firenze la Legge 40 violerebbe gli articoli 2 (diritti inviolabili dell’uomo), 9 (promozione della ricerca scientifica), 13 (inviolabilità della libertà personale) e 32 (tutela della salute e non obbligatorietà per alcun trattamento sanitario se non per disposizione di legge). Si esprime così l’avvocato Gianni Baldini che segue la coppia: “per tutti i trattamenti sanitari il consenso, dato all’avvio del trattamento, è revocabile, durante la sua prosecuzione, con eccezioni per cure salvavita. Il caso della fecondazione assistita è l’unico trattamento cui i pazienti, le donne in questo caso, non possono revocare il consenso”. Aggiunge: «Non si capisce poi perché si impedisce di fare ricerca anche sugli embrioni malati, ricerca che invece consentirebbe di trovare le cure».

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