Fecondazione Assistita

Governo Monti contro Corte Europea

Lo scorso agosto la Corte Europea per i diritti umani accettò il ricorso di Rosetta Costa e Walter Pavan e condannò il governo italiano. A differenza della sentenza con cui il Tribunale di Salerno aveva autorizzato il 13 gennaio 2010 una coppia fertile ma formata da un uomo e da una donna portatori sani di atrofia muscolare ad accedere alla diagnosi preimpianto degli embrioni, la decisione della Corte Europea, se accolta, avrebbe avuto una portata generale e sarebbe diventata vincolante per l’Italia. Questo tipo di esami è legale in molti Paesi europei, fra cui Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Il governo italiano aveva 90 giorni di tempo per recepire la sentenza della Corte Europea per i diritti umani. Oggi, quando scadevano i 90 giorni, il governo tecnico-clericale italiano ha deciso di presentare ricorso contro quella sentenza. Giustamente livida Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni per la libertà’ di ricerca scientifica: “La decisione del Governo di presentare ricorso contro la sentenza della Corte Europea per i diritti dell’uomo che condanna l’Italia per violazione dell’art. 8, impedendo alle coppie fertili ma portatrici di malattie genetiche di accedere alla fecondazione assistita, rappresenta davvero un tentativo disperato di salvare l’insalvabile: ovvero una legge 40 che 19 decisioni italiane ed europee stanno smantellando, perché incostituzionale ed ideologica”.

“Effettuare una diagnosi pre-impianto – ricorda – comporta due importanti risultati: evitare un aborto e mettere al mondo un figlio che non soffra. Mi chiedo come questo Governo non abbia agito mosso da questi semplici pensieri di rispetto del diritto della salute e abbia invece operato contro i cittadini italiani. Puo’ ancora riparare al danno: a nome di tutte le coppie portatrici di patologie genetiche, chiedo al ministro della Salute Balduzzi di emanare un atto idoneo che consenta a queste coppie di avere un figlio ed evitare un aborto. Un decreto ministeriale che estenda anche a queste coppie il concetto d’infecondità’ come già’ previsto nelle attuali linee guida sulla legge 40 che consentono anche all’uomo fertile portatore di Hiv di accedere alla fecondazione, potrebbe salvare la faccia a questo Governo ma soprattutto salvaguardare il diritto di genitorialita’ di tante coppie”.

Sorry, the comment form is closed at this time.