Fecondazione Assistita

Ricerca Fecondazione Assistita a Parma

A Parma hanno fatto una ricerca durata ben due anni, con interviste agli aspiranti genitori, agli operatori e ai medici dei centri dove si pratica la fecondazione assistita a Parma, per cercare di migliorare il servizio offerto, concentrandosi sulle aspettative delle coppie e sulle relazioni di fiducia da instaurare. La ricerca testimonia le differenze di genere nell’affrontare un problema di sterilità: le donne provano forte stress, rabbia e una tristezza che diventa quasi ossessione. Gli uomini, a volte, giudicano eccessiva l’ansia della loro compagna. Una volta arrivate al centro, metà delle coppie intervistate lamentano un approccio freddo da parte dei medici, un eccessivo pragmatismo e tecnicismo. C’è insomma da migliorare.

Il Centro Incapacità Riproduttiva (CIR), fa capo all’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma: “Abbiamo ottenuto 800 nati. Dall’87 ai primi anni ‘90 sono state usate tecniche di inseminazione artificiale intrauterina, poi sono arrivati i metodi di fecondazione in vitro” – spiega il professore Bruno Ferrari, che lo guida.

Il secondo centro, anch’esso pubblico, si trova nell’Ospedale di Fidenza. Dal 2006 al 2011, le gravidanze con fecondazione intrauterina sono state 77. «Le tecniche sono applicate nel migliore dei modi, non c’è alcun bisogno di andare all’estero» sostiene Giulia Scaravelli, responsabile del registro nazionale della procreazione medicalmente assistita, sorto con la contestata Legge 40 del 2004, che vieta la fecondazione eterologa e ha frenato la ricerca nel nostro Paese.

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