Fecondazione Assistita

Ricorsi sulla fecondazione eterologa

Dopo un simile intervento del Tribunale di Firenze, anche il Tribunale di Catania ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sul divieto di fecondazione eterologa. Considerato che altri ricorsi alla Consulta, da Milano a Bologna, da Roma a Napoli, stanno per completare il loro cammino si può ben dire che anche l’ultimo assurdo divieto della Legge 40, quello sulla fecondazione eterologa, pare pronto a cadere.

Il ricorso portato dinanzi al Tribunale di Catania riguarda una donna, rimasta sterile a causa di menopausa precoce a soli 36 anni. L’unica speranza di superare l’ostacolo e sperare di avere un bambino era la fecondazione eterologa, vietata dalla legge italiana. “E’ molto importante che la decisione provenga da un tribunale del sud – dice Nino Guglielmino, responsabile del centro Hera – La novità è che il caso riguarda una donna. L’impossibilità di utilizzare i propri ovociti porta molte italiane all’estero dove l’ovodonazione è consentita”.

Così l’avvocato Maria Paola Costantini: “C’è una spinta sociale per eliminare dal nostro ordinamento una regola odiosa che vieta alla donna e all’uomo di utilizzare gli spermatozoi o gli ovociti di donatori di fronte a una diagnosi di sterilità non altrimenti risolvibile. Stiamo preparando un appello alla Corte di Strasburgo che si è già espressa negativamente sulla legge austriaca che vieta la donazione di gameti maschili”.

Insomma, un passo alla volta, dopo aver eliminato i i divieti ritenuti più punitivi per le coppie e per le donne in particolare, dal no alla crioconservazione degli embrioni, al no assurdo alla diagnosi preimpianto e addirittura all’obbligo di fecondare tutti gli embrioni ottenuti in provetta per un massimo di tre, sembra davvero che per l’odiosa Legge 40 sia arrivato il colpo finale.

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