Fecondazione Assistita

Premio Nobel al dottor Robert Edwards

Il dottor Robert Edwards, padre della della fecondazione in vitro, pioniere della tecnica che nel 1978 ha dato alla luce Louise, la prima bambina in provetta, e poi a altri 4 milioni di bambini, ha vinto il Premio Nobel per la Medicina: che bella notizia!

Nato a Manchester nel 1925, Edwards ha studiato biologia negli Stati Uniti e in Scozia. Dal 1958 inizia le ricerche sul processo di fecondazione all’Istituto nazionale per la ricerca medica di Londra. Dal 1963 prosegue il suo lavoro a Cambridge, prima all’università e poi nella clinica Bourn Hall dove con il ginecologo Patrick Steptoe fonda il primo centro al mondo per la fecondazione assistita.

Mentre Edwards affina le tecniche di fertilizzazione dell’embrione in laboratorio, l’illustre ginecologo usa la laparoscopia per ricavare ovociti da pazienti con infertilità dovuta alle tube. Nel 1968 riescono a ottenere la fertilizzazione di un ovulo umano in laboratorio, e dieci anni dopo la prima bambina “in provetta”, Louise Brown, con la tecnica IVF (in vitro fertilisation), che ha reso possibile la fecondazione degli ovuli in provetta, per poi essere reimpiantati nell’utero. e che dal ’78 a oggi ha permesso la nascita di almeno quattro milioni di bambini in tutto il mondo.

“Le sue scoperte hanno reso possibile il trattamento della sterilità che colpisce un’ampia porzione dell’umanità e più del 10% delle coppie nel mondo”, spiega il comunicato del Karolinska Institutet di Stoccolma. “Io e Steptoe – ha poi spiegato Edwards – eravamo coinvolti dalla disperazione delle coppie che non potevano avere figli. Abbiamo avuto un sacco di critiche ma abbiamo ci siamo anche battuti come dei folli per i nostri pazienti”. “È una notizia fantastica. Io e mia madre siamo davvero felici che a uno dei pionieri della riproduzione in vitro sia stato assegnato il riconoscimento che merita”, ha detto Louise Brown, oggi a sua volta mamma di un bambino.

In Italia il primo parto grazie alla fecondazione assistita risale al 1983. Nel 2008, ultimo anno di cui sono disponibili i dati, sono stati 10.212 i bambini nati vivi nel nostro Paese grazie alla fecondazione assistita. Nel 2005 Edwards ha firmato il documento in cui la comunità scientifica internazionale esprimeva il suo giudizio negativo sulla legge italiana sulla Procrerazione Medicalmente Aassistita, la famigerata Legge 40, e che aveva come primo firmatario uno dei pionieri della fecondazione assistita in Italia, Carlo Flamigni, che si congratula con “il padre scientifico di 4 milioni di bambini. A lui dobbiamo gratitudine per le intuizioni brillanti non solo di ordine biologico, ma anche genetico ed etico”.

Per il ginecologo Severino Antinori, presidente del Centro Raprui e dell’Associazione mondiale della medicina riproduttiva, il Nobel a Edwards è “una grande ingiustizia perché lo meritava 30 anni fa. In ogni caso è una vittoria contro tutti i pregiudizi etici e morali”. Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, chiede di aprire una discussione sulla legge 40: “Quando Louise Brown nacque si parlò di scandalo, di procedura non etica e contro natura, sebbene la metodica utilizzata fosse relativamente semplice rispetto alle tecniche attuali. Oggi le tecniche per la fecondazione artificiale sono numerose e consolidate in numerosi Paesi esteri e vi si ricorre non solo per problemi di infertilità all’interno di una coppia, ma anche per evitare la trasmissione di malattie genetiche dai genitori al figlio. Perché in uno Stato laico non dovrebbe essere normale, avendo lo stesso obiettivo, la diagnosi preimpianto?”.

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