Fecondazione Assistita

Archivio di: July 2008

 

Illegittima la Legge 40 ?

Il giudice civile di Firenze Isabella Mariani contesta quattro aspetti fondanti della Legge 40: il limite dei tre embrioni producibili, l’obbligo del loro impianto contemporaneo in utero, il divieto di crioconservazione degli embrioni e l’irrevocabilità del consenso dato dalla paziente. A questo punto si dovrà attendere il giudizio della Corte Costituzionale.

 

Trent’anni di fecondazione assistita

Oggi compie 30 anni Louise Brown, la prima bambina concepita in provetta, nel 1978. Secondo le stime, i bambini nati da concepimento in vitro in tutto il mondo, dal 1978 a oggi sono circa tre milioni.

 

Fecondazione Assistita con Vitrificazione

Presso l’Ospedale “Cervesi” di Cattolica, dove da ormai due anni l’équipe guidata dal professor Carlo Bulletti utilizza la vitrificazione, ovvero il congelamento ultrarapido degli ovociti, e dove sono nati ben 7 dei 20 bimbi nati finora in Italia grazie a questa nuova e promettente tecnica, si è avuto il primo parto gemellare al mondo ottenuto grazie alla vitrificazione degli ovociti. “Questa nuova tecnica è molto promettente e consente di avere risultati assai migliori”, spiega il professor Carlo Bulletti.

 

Un bebé italiano su cento

Nel 2005 almeno l’1% dei neonati italiani è stato concepito attraverso tecniche di fecondazione assistita, anche se probabilmente il numero vero è molto più alto, visto che la statistica è stata compilata grazie alle indicazioni spontanee.

 

Figlio di tre sorelle

Forse questa bella storia potrà servire a far cambiare idea a qualcuno anche in Italia: come due sorelle aiutano un’altra loro sorella ad avere un bambino.

 

Monica Antinori sostiene la vitrificazione

Secondo la ginecologa italiana, figlia di Severino Antinori del Centro Raprui, il futuro della procreazione assistita sta nella nuova tecnica della vitrificazione.

 

Fecondazione in vitro a Varese

Dopo 5 anni di attesa, è pronto anche l’Ospedale Del Ponte di Varese. L’idea risale al 2003: le apparecchiature c’erano, il personale anche, mancavano solo i locali. Poi arrivò la Legge 40, e il processo si fermò. Nel febbraio scorso, però, ogni cosa è andata a posto e la clinica ginecologica dell’ospedale ha potuto aggiungere all’ambulatorio per l’infertilità anche i trattamenti per la Fivet, completando l’assistenza alle donne varesine in campo ostetrico ginecologico.

Le coppie che annualmente chiedono aiuto al del Ponte sono 350: solo una minoranza hanno bisogno di ricorrere alla riproduzione assistita. Dal febbraio scorso ad oggi, parliamo di 103 coppie che si sono rivolte all’ambulatorio gestito dal dottor Marco Buttarelli, che ha approfondito il tema con esperienze a Berna e a san Francisco, e che è coadiuvato da una biologa e da una psicologa. Il costo della fivet si aggira sui 220 euro, di cui 70 per gli esami e 150 per l’inseminazione vera e propria. In genere ci vogliono almeno quattro tentativi per raggiungere l’obiettivo.

 

Meglio con un papà giovane

Per il successo della fecondazione assistita è importante anche l’età del papà: passata una certa età, aumentano le probabilità di insuccesso di una gravidanza. L’aborto spontaneo è quasi sempre stato associato all’età della madri, con le donne che superano i 35 anni che sono state considerate a rischio aborto spontaneo. Ma parte della responsabilità ricade sui papà: le donne rimaste incinte da uomini con un’età superiore ai 40 anni hanno molte più probabilità di subire un aborto spontaneo. Ma anche lo sperma infatti peggiora con il tempo abbassando la percentuale di successo di una gravidanza. Un gruppo di ricercatori del Centro per la Riproduzione Assistita Eylau (Parigi, Francia) ha analizzato ben 21.239 inseminazioni uterine di 12.236 coppie. Dall’analisi dei dati raccolti é emerso che l’età avanzata del padre rende la gravidanza molto più difficile, perché con l’avanzare dell’età il Dna contenento nello sperma subisce dei danni.