Fecondazione Assistita

Diagnosi Pre-impianto: si cambia?

Coppia affetta da grave malattia ereditaria come la fibrosi cistica, per di più già trasmessa a un primo figlio, vorrebbe effettuare una diagnosi pre-impianto per essere sicuri di non aver trasmesso la malattia all’embrione. Niente, non si può: secondo la Legge 40 del 2004 vige il divieto di accesso alla procreazione assistita per le coppie che non sono sterili (art. 4).

Non si danno per vinti. Ricorrono alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo, e questa dà loro ragione: non ha senso vietare la fecondazione assistita a una coppia che, anche se non sterile, metterà al mondo figli con una grave malattia. Vanno all’ASL, chiedono di fare la fecondazione assistita, l’ASL si rifiuta. Denunciano l’ASL, e vincono.

Questa volta forse le cose cambieranno davvero: ormai è stato riconosciuto che fare la diagnosi pre-impianto ha senso in ogni caso in cui sia volta a finalità terapeutiche e diagnostiche utili alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione, mentre rimane ovviamente e giustamente vietata a scopo eugenetico: no se lo scopo è avere un figlio biondo o con gli occhi azzurri oppure un maschio piuttosto che una femmina.

Una su tre poi ha un figlio in modo naturale

Uno studio della Monash University di Melbourne, in Australia, una donna ogni tre che ha avuto un figlio grazie a trattamenti di fecondazione assistita poi rimane incinta una seconda volta ma senza alcuna assistenza entro i due anni successivi.

Sono in particolar modo le donne la cui infecondità era rimasta “inspiegata” e che probabilmente avevano una endometriosi non diagnosticata ad avere poi più facilmente un secondo figlio, perché i suoi sintomi tendono ad alleviarsi dopo una gravidanza.

Spagna e Argentina in direzioni opposte

Proprio mentre la Presidente dell’Argentina Cristina Fernández de Kirchner annuncia l’accesso alla procreazione assistita a tutte le persone, senza discriminazione o esclusione in base all’orientamento sessuale o allo stato civile di chi lo richiede, in Spagna il governo conservatore di Rajoy prova ad andare nel senso opposto: con la scusa dei problemi di bilancio, vorrebbero togliere alle coppie “non tradizionali” la possibilità di accedere ai trattamenti pagati dalla sanità pubblica per la fecondazione assistita.

Contrari, ovviamente, il Partito Socialista (PSOE) e l’associazione delle aspirtanti madri single, che denuncia la discriminazione e fa notare che spendere 1500 Euro a tentativo con l’inseminazione artificiale o dai 4 ai 6 mila per una FIVET non è certo alla portata di tutti: se il problema è limitare la fecondazione assistita per mancanza di fondi, come dice il ministro, la selezione dovrebbe basarsi sul reddito o su altri requisiti, non certo sul tipo di famiglia che vuole accedere al trattamento.

Non cambia nulla, ovviamente, per le italiane che decidono di recarsi in Spagna, visto che in quel caso i costi sono a carico loro, che siano single, coppie omo o coppie etero non cambia nulla.

Premiato uno studio italiano sugli embrioni

A Londra, durante il congresso della Società Europea di Medicina della Riproduzione, è stato premiato uno studio condotto da Antonio Capalbo, genetista, Laura Rienzi, direttore dei laboratori di embriologia, e Filippo Maria Ubaldi, responsabile del Centro di Medicina della Riproduzione Genetica della Clinica Valle Giulia di Roma.

L’équipe romana è stata premiata per essere riuscita ad individuare i microRna, molecole che vengono rilasciate nell’ambiente circostante dagli embrioni umani. I ricercatori hanno scoperto che basta analizzare il terreno di coltura delle cellule in cui si sviluppano gli embrioni ottenuti in vitro per capire la qualità degli embrioni. Bravi!

Diritto alla diagnosi pre-impianto nelle strutture pubbliche

Il Microcitemico di Cagliari è il primo ospedale pubblico in cui si può fare la diagnosi pre-impianto affidandosi a un laboratorio privato, in questo caso il Genoma di Roma, perché

«la Asl, qualora impossibilitata a eseguire in forma diretta la diagnosi pre-impianto deve garantire l’erogazione della prestazione mediante il ricorso ad altre strutture sanitarie».

Da oggi, quindi, non ci sono più scuse: la diagnosi pre-impianto è un diritto.

Renzi: la Fecondazione Assistita non è peccato

Povera Italia, un Paese fermo agli anni ’50 e in cui un politico di “sinistra” (o sedicente tale) parla di cosa è peccato e cosa non è peccato… Io preferivo Don Camillo e Peppone a Renzi.

Incontro sulla Fecondazione Assistita a Caserta

Domani, martedì 16 luglio, alle 17.30 il dottor Raffaele Ferraro e la sua équipe di specialisti vi aspettano presso il Centro Genesis di Caserta per un incontro di un’ora il cui scopo è informare, orientare e preparare, anche psicologicamente, chi ha scoperto di avere un problema di sterilità e sta pensando di ricorrere a tecniche di Fecondazione Assistita.

Fecondazione Assistita Low-cost

Leggo su Galileo che arriva degli Stati Uniti una nuova e interessante tecnica di fecondazione in vitro low-cost che ha percentuali di successo paragonabili a quelle convenzionali ma è molto più economica. La nuova tecnica si basa sull’uso di un sistema semplificato per la coltura degli embrioni, che elimina la necessità di incubatori complessi e costosi per mantenere gli ovociti da fecondare in condizioni ottimali per lo sviluppo embrionale.

I risultati sembrano molto interessanti: il 65,7% delle pazienti è riuscita a produrre embrioni di buona qualità con il metodo di coltura semplificato, percentuali identiche a quelle del metodo tradizionale. In un caso su tre, l’impianto dell’embrione in utero procedeva bene, e poi nel 30% dei casi si arrivava poi a una gravidanza. Con questa tecnica sono finora nati 12 bambini. I costi di questo nuovo metodo potrebbero essere inferiori dell’80-90%.